Articolo 21 della Costituzione (I-II CC)

 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Quiete senza tempesta

Vorrei  un temporale che lavi via i brutti pensieri.

Un temporale che pulisca la mente e faccia tornare di nuovo viva l’idea di una finestra aperta, il rumore della pioggia e tu che mi abbracci.

Un temporale che poi diventi sole e vento e spazzi via le nuvole e faccia credere che tutto può accadere, anche il tuo ritorno.

Fulmini e lampi che possano poi far apprezzare la quiete.

Perchè a volte la quiete senza prima la tempesta può far smettere di esistere.

 

 

 

CONTRO UNA REALTA’ FITTIZIA

E’ necessario almeno iniziare a porsi dei quesiti.

E’ necessario osservare ed analizzare la gravità di ciò che sta accadendo nel nostro paese.

E’ necessario aprire gli occhi e disintossicarsi dai bombardamenti mediatici , da tutti quegli effetti deleteri di uin potere carismatico che giorno dopo giorno si sta trasformando in totalitarismo.

E’ necessario aprire i giornali e leggerli con più capacità di analisi, carpire le dichiarazioni di chi ci governa e cercare di comprendere il suo fine uiltimo.

E’ necessario  risvegliare il nostro sentimenton di attaccamento ai valori democratici, alla morale, alla democrazia.

Non si può continuare ad essere apatici di fronte alla distorsione dei compiti delle istituzioni.

Dopo più di un anno non si può continuare ad asservire un Governo che ha dato solo smacchi alla democrazia attraverso manovre infide e finalizzate  alla tutela  degli status quo  dei potenti.

Come se non bastasse,dopo aver provato ad imbavagliare l’informazione, la poca che non è riuscito a comprare, dopo aver fatto leggi ad personam, dopo aver attaccato la magistrature, dopo aver tentato di eliminare le commissioni parlamentari,  dopo tutto ciò , non essendo riuscito  a risolvere alcun problema del nostro paese, il governo passa al piano b:

le minaccie.

Afferma :” chiuderò la bocca a tutti quei signori che parlano di crisi”.

Mi chiedo cosa voglia intendere.

Quali saranno i mezzi con cui impedirà il diffondersi di un dato oggettivo?

Usando il suo potere economico, mettendo gli investitori alle strette, facendo  in modo  che essi ritirino la pubblicità ai giornali ” scomodi”.

Vogliamo ancora parlare di pluralismo?

Vogliamo parlare di libera informazione e diritto alla stessa da parte di noi cittadini?

Vogliamo continuare a prenderci in giro, fingendo che siamo un paese moderno  che crede nella libertà?

Riflettiamo .

Mi associo ad Ezio Mauro che oggi in un suo articolo su Repubblica : ” è la prima volta che Berlusconi esplicita la sua vera intenzione verso chi sfugge alla pretesa impossibile di narrazione unica della realtà”, continuando parla di ” pulsione totalitaria”.

In completa sintonia con un direttore di giornale degno di questo nome, in perfetto accordo con la sua tesi, mi chiedo l’Italia dova sia, dove sono gli italiano che inermi assistono al declinio , permettetemi il termine, allo schifo che un governo è riuscito a fare nel giro di un anno.

E’ vergognoso il comportamento del nostro Premier, è vergognoso anche chiamarlo ancora Premier, probabilmente lo dimostra anche il silenzio di Bruxelles, l’opinione della stampa estera e la disperazione che porta un capo di Stato ad usare la coercizione per esercitare il potere.

Non me ne volgiate, non è anti berlusconismo.

E’  ” esplicita narrazione” di una realtà che non vorrei mai diventasse “unica”,

INDIVIDUALISMO RAMPANTE part 2

Se potessi dare un nome ai miei sogni non saprei farlo.

Ma potrei descriverli:

cercare intorno a me ciò che possa anche lontanamente avvicinarsi al mio cuore, con il tempo risulta difficile. Spesso mi trovop a parlare di scatole chiuse e piediostalli che possano tutelarmi dalla superficialità che ha ammalato questa società.
Vale la PENA VIVERE IN UNA SCATOLA?

Sono certa che non ne vale la pena, anche se al momento mi sembra l’unica scelta possibile, in un mondo freddo, corrotto, materialista; un mondo in cui se sei in grado di provare e di amare sei out.
E allora ci vorrebbe un’altro mondo.
O forse un’altra vita.

Un’altra vita dove questo mondo diventi realtà.

E non sia solo un sogno, chiuso in una scatola.

A T T E N Z I O N E : democrazia in pericolo

Come finisce la democrazia in un paese?

La democrazia è un bene prezioso, fragile e delicato, soggetto continuamente ad attacchi esterni, perchè limita il potere di chi governa.

 Letteralmente governo del popolo, tecnicamente il potere che hanno i nostri politici è frutto di un mandato, essi DOVREBBERO rappresentare il nostro volere o , per lo meno,  quello della maggioranza del paese.

( sempre che vogliate chiamarla tale quella attuale, visto il numero degli astenuti alle ultime elezioni!!)

La democrazia si distrugge un poco per volta, un giorno alla volta.

Una legge quest’anno ,un’altra legge domani.

Per poi svegliarsi in un paese in cui i principi costituzionali e la libertà sono un ricordo.

Allora la colpa sarà nostra, penseremo indignati che potevamo  fare qualcosa quando veniva approvato il Lodo Alfano, che avremmo potuto alzare la voce quando il potere della magistratura veniva svuotato, quando veniva varata una legge che prevedeva il  carcere per giornalisti.

Ma non ci resterà che pensare…perchè  non potremo più parlare.

La democrazia non va data per scontato, va tutelata ogni giorno, da ognuno di noi, perchè la storia insegna che spesso la passività dei popoli, l’ignoranza e l’idifferenza ne hanno pregiudicato le sorti.

Riflettiamo…vogliamo davvero un ‘Italia di relitti della P2 , di delinquenti intoccabili al potere, di giornalisti corrotti?

Davvero è per questo che i nostri nonni hanno combattuto?

SI NASCE E SI MUORE

« La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico. »

 

Ricordiamolo così, con una frase che mai come oggi acquisisce un valore importante.
Oggi, che nel momento in cui si parla di morale sento rispondere ” La morale non esite”.
Eppure mai come oggi la fiducia nelle istituzioni darebbe uno slancio reale a questo popolo disilluso e manipolato da potere economicus.

In quell’ 11 giugno del 1984, UN POLITICO ci lasciava, mentre io venivo al mondo per crescere in un’Italia senza valori e senza morale, con la fortuna di avere dei genitori che avevano conosciuto persone come lui e hanno potuto insegnarmi a non perdere di vista la morale e i miei valori.

Di cosa parlerò ai miei figli?

Di giornalisti corrotti, partiti ” piglia tutto” ed una nazione apatica e con la siducia verso lo stato e le istituzioni.

Tutti fattori che consentono a questo governo di starer in piedi e di fare e disfare in una maniera del tutto indisturbata.

REALITY ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Eccoci qua nella mia Italia.

Veline alle prossime elezioni europee, vita privata di Silvio Berlusconi sbattuta in prima pagina e così fu.

Vorrei non dover scadere sempre nelle solite polemiche ma quando la realtà supera la fantasia non reisto…

A prescindere dalle liste europeee modificate o “ritoccate” ,che dir si voglia, a prescindere dalle dichiarazioni della Sig.ra Berlusconi, (che a mio modesto parere deve avere più di un motivo per mettere fine al suo matrimonio), prescindendo da questo cumulo di fatti insignificanti  di cui, una pragmatica come me , non si stupisce.

(Abbiamo visto di peggio in quest’ultimo anno).

A prescindere da tutto quello che all ‘ ” imperatore ” possa o non possa accadere, come si può dichiarare che la colpa del suo fallimento matrimoniale sia della manpolazione effettuata  dalla sinistra???

Grottesco.

Devo supporre che abbia il portavoce anche per interfacciarsi con la sua famiglia?

Oppure devo supporre che abbia  sposato una  persona incapace di pensare?

Non lo penso.

Penso, invece, che ogni qualvolta perde il controllo della situazione la colpa è della sinistra.

E allora sorrido perchè non c’è altro da fare.

Sorrido mentre aspetto la prossima puntata, incrociando le dita e sperando che si inizi ,quanto prima, a parlare di  argomenti degni di un Paese serio, e non di problematiche inutili, alla mia popolazione:

che spesso non arriva a fine mese,

che spesso perde il lavoro,

che spesso perde la vita sul lavoro,

che spesso è precaria,

che spesso fa il doppio turno,

che spesso non si sposa perchè non ha soldi,

che spesso non ha più una casa,

che spesso non ce l”ha mai avuta,

 Che spesso non ha tempo di interessarsi alla vita privata di Silvio Berlusconi che per renderla pubblica ha usato ogni mezzo e , alla fine, la colpa è della sinistra.

Che neanche esiste più.

Attimi

Attimi che  regalano gioia,

in una notte di primavera

insolita,

 che non lascia spazio alla noia.

Brillano i tuoi occhi al mondo

esasperati da tanto apparire,

trovano conforto in queto misero gioire.

Se non hai tempo per questo diletto,

per questo gioco che sembra un dispetto,

a queste due anime corrotte,

angeli…dalle ali rotte.

Sogneremo domani

quano niente ci resterà tra le mani,

buttato al vento anche l’ultimo lamento

nell’illusione che sei solo e contento.

L’Aquila, il mio pensiero in ritardo.

Ci son periodi in cui crollano le case di un ‘intera città, ci son periodi in cui si devono vedere 230 bare allieneate , ci son periodi in cui una lacrima ti solca il viso indisturbata, a dispetto di tanta sofferenza.

sha

Eppure, la mattina seguente ti alzi lo stesso per svolegre i tuo compiti quotidiani, magari  moderi i  toni , dedichi qualche parola, ma la tua vita continua a dipetto di ogni sms da un euro inviato, a dispetto delle macerie ,  dell abitazioni demolite, di chi non ha nulla più delle sue abitudini.

L’Aquila, cosa resta dei tutto ciò che era la sua anima?

Le anime si perdono nel modificarsi dei paesaggi, nel cambiare di ogni tuo singolo gesto quotidiano.

-Vieni a Roma , ti ospito!-

-No, non ho più la mia casa ma almeno ho la mia gente.-

E allora ti trovi di fronte al dolore vero, questa risposta ti fredda, e non sono le case ad avere un importanza enorme, bensì le anime.  Chi restituirà quel getso mattutino di aprire la finestra, quella chicchiera con il vicino che magari non esite più. Chi darà loro indietro la messa la domenica mattina a Collemaggio. Non serviranno imprese di costruzione e promesse giganti.

Qualcosa è morto per sempre nelle anime di chi è scampato alla tragedia.

Ricostruire.

Si, ricostruire non solo mattone su mattone, ma con una delicatezza che non sminuisca tutto ciò che i vecchi mattoni rappresentavano per ogni singolo individuo.

Con sana discrezione e con quel senso di paternità che i nonni hanno avuto nel costruire per la prima vlta.

Fermo restando che lo si debba fare con logico criterio e con la prevenzione idonea ad una zona sisimica , che venga fatto con il dovuto rispetto e con la velocità richiesta da chi deve fare di una tenda la sua dimora.

Questo blog  inzia adesso a scrivere del problema per un motivo etico: la ricostruzione deve avere più  audience della tragedia e per questo noi cui mobiliteremo da ora….

Manifesto del mio pensiero contemporaneo

Ci sono cose che …

 ascolti,  guardi e non hai nemmeno la forza di arrabbiarti, di fatto è l’ennesimo pugno in faccia ai tuoi ideali, al tuo credo; l’uomo si abitua a tutto, nostro malgrado.

Ci sono notizie che…

non vorresti mai leggere sul giornale, ti lasciano pietrificato, con lo sguardo interdetto a domandarti se sia mai possibile; hai studiato storia e qualcosa ti sembra familiare, ma conservi sana l’idea che la dignità del tuo paese non verrà calpestata.

Ancora.

“Abbiamo perso la guerra”, diceva mio nonno, sospirando.

Solo oggi comprendo quel sospiro, quella frase , proferita tra la stanchezza e la rassegnazione.

Lui non vide mai  l’America come  salvatrice di patrie in pericolo.

Ma , perdonate il mio fugace ritorno all’infanzia, certi messaggi arrivano dopo, magari il 9 maggio 78 oppure in una sera d’inverno nel nuovo sfolgorante secolo.

Mio nonno non c’è più, restano in piedi i ricordi sbiaditi.

E la netta distinzione tra bene e male.

E’ male se il presidente del Consiglio governa con decreti legge arbitrari, è male se lo stesso insinua di far votare nelle aule parlamentari solo i capogruppo, liquidando le commissioni parlamentari.

E’ male calpestare il principio di rappresentanza,la  democrazia,il diritto allo studio, la Costituzione, il potere giudiziario, urlando ad una modernità che non è altro che una parola usata per restringere nelle sue mani sempre più potere.

Decisionismo?

No. Sappiamo tutti , in questo caso, quale sarebbe la parola da usare.

Ma nel gioco della nomenclatura fittizzia io sto in panchina, osservo il mio paese rinuncire al suo valore.

Fino al giorno in cui non mi verrà tolto anche quest’ultimo mezzo di comunicazione, con parole semplici e banali io scriverò.

Perchè se ho ancora quella lungimiranza e quell’attenzione che mio nonno mi ha trasmesso, che tutti nonni d’Italia ci hanno trasmesso, io mi adopero e  lascio righe che, un giorno,possano far dire a mia nipote: Nonna stava dalla parte giusta.

Per concludere:

Le dichiarazioni del Premier, in merito alle votazioni dei soli capigruppi, restano tali, è arrivato l’alt del Presidente della Camera  , Gianfranco Fini.

E’ solo un’idea.

Io dalle idee me ne guardo bene, visto che sono il motore dell’universo.